Prove ed errori, la Natura fa così da sempre :)

Ai bambini piace naturalmente imparare. E’ scritto nel loro DNA e questo è il loro focus sin dalla nascita. Negli anni dell’asilo e nei primi anni di scuola lo studio assume un valore positivo per i bambini che non lo vivono come un obbligo, anzi, come una sfida e una possibilità di scoprire il mondo che li circonda e di scoprire se stessi.

La curiosità guida i più piccoli che attraverso il gioco crescono e si evolvono. Le due componenti più importanti sono la crescita intellettuale e quella fisica. Per questo motivo i pedagoghi insistono ormai da anni per avvicinare i bambini più piccoli a giochi che stimolino la mente e il corpo. No, dunque, alla televisione, che porta i piccoli a un’assunzione passiva di nozioni, senza reali stimoli di crescita.

Sì, invece, a quei giochi che stimolino i bambini, ‘obbligandoli’ a crescere divertendosi. Per questo sarebbe meglio che genitori ed educatori non obblighino i piccoli a fare ciò che a loro non piace, né  insistano se un gioco non riesce al primo colpo. Stressare i bambini blocca la loro crescita intellettuale, si spaventano se falliscono e, di solito, abbandonano il gioco, non riprovandoci. La Natura invece procede così, “trials and errors”, prove ed errori, e se non avesse agito così, forse ora non staremmo neanche a parlarne… Un ambiente tranquillo, rilassato, senza pressioni e senza pretese eccessive invece, porta i bambini tra i 2 e i 6 anni a vivere l’insegnamento come un gioco e il gioco come tale.

Lo stesso discorso, come detto, vale per la crescita intellettuale così come per la crescita fisica. I primi anni di vita sono fondamentali per la costruzione completa di tutti questi ingredienti. Le fasi dell’evoluzione sono diverse, si va dall’imparare a gattonare e al mettersi autonomamente in posizione eretta nel primo anno di vita, fino al correre, con l’aumento graduale della coordinazione. La capacità individuale di affrontare queste fasi, però, varia da bambino a bambino e – soprattutto – queste fasi vengono affrontate più facilmente dai bambini cui viene data la possibilità di sbagliare.

La paura – comprensibile – che il piccolo si faccia male è giusta ma non può bloccare la crescita fisica del bambino. Il quale deve sperimentare, ovviamente nel limite della sicurezza, deve imparare a conoscere sé stesso e i propri limiti. Una motricità di base stimolata fin dall’età più giovane accompagna la vita del bambino fino all’età adulta. Per questo è fondamentale dare ai bambini i mezzi per questa crescita. Far fare loro attività sportiva non agonistica, all’interno di una struttura giocosa, dove lo sport è un gioco è importante così come l’iscrizione all’asilo e poi a scuola. Il gioco, in gruppo, significa socialità, motricità e crescita fisica e intellettuale dei bambini in età prescolare ed è un passaggio della crescita dell’individuo che non può venir né saltata né ignorata.

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