Sviluppare empatia nei bambini

Questo articolo mi sento di scriverlo in qualità di genitore, perchè da sempre noto in mio figlio la difficoltà a stare in gruppo. In pratica ho appurato che sceglie meticolosamente gli amichetti da frequentare, ed utilizza come metro di valutazione la gentilezza che traspare dai loro comportamenti quando si rivolgono ad altri bimbi.

No alle etichette

L’assenza in mio figlio della voglia di frequentare alcuni bambini piuttosto che altri, e la forte propensione ad escludersi da molti gruppi, è stata spesso oggetto di argomentazioni con altri genitori che etichettavano mio figlio come “timido” o “introverso”.  Non sto qui a dirvi i tanti motivi che mi hanno spinto a capire che mio figlio non è timido o introverso, ma voglio farvi comprendere come la sua incapacità a stare in un gruppo derivi dalla sua sviluppata capacità di compenetrazione, oltre alla mancanza di empatia in molti bambini.

Empatia nei bambini

Spesso un bambino non riesce a stare in gruppo a causa della mancanza di empatia propria o di altri coetanei. Lo spirito cooperativo che si riesce ad infondere in alcuni bambini, porta ad una maggiore consapevolezza dell’altro, e a far si che essi riescano a mettersi nei panni dell’altro facendo scattare atteggiamenti altruistici.

Molti bambini non riescono a maturare in se quella giusta dose di empatia che gli consentirebbe di essere accettati totalmente dagli altri componenti del gruppo maggiormente empatici. Il problema di mio figlio è proprio l’elevata capacità di mettersi nei panni degli altri, cosa che lo spinge a ripudiare bambini che hanno atteggiamenti prepotenti o offensivi verso di lui o verso altri.

L’empatia nei bambini è una risposta affettiva più consona alla situazione di un altro che non alla propria. (Martin Hoffmann)

E’ proprio lo sviluppo dell’empatia che fa si che ogni bambino riesca ad integrare componenti affettive e cognitive contestualmente, di pari passo alla maturazione psicologica e ad una migliore capacità di differenziazione tra se stesso e gli altri.

Come sviluppare empatia nei bambini?

I genitori dovrebbero allenare i propri figli a mettersi nei panni degli altri appartenenti al gruppo. Si può allenare tale capacità facendo ragionare il proprio bambino e spingendolo ad identificarsi nell’altro. Un esempio?

Mettiamo il caso che la tua bambina mentre è intenta a giocare al parco con altre bambine, si rivolga ad una di queste facendogli notare che è grassa, o che non potrà mai riuscire a saltare la corda, o che il suo vestito è più brutto di quello delle altre amichette…

La reazione del genitore a tali mancanze di rispetto verso un altro bambino possono essere diverse, le più comuni sono:

  • Esaltare tale atteggiamento
  • Sgridare il proprio figlio
  • Invitare alla riflessione

Non c’è bisogno di spiegare che per me il genitore che agisce nel modo giusto è quello che invita la propria figlia a riflettere e a cercare di immedesimarsi nello stato d’animo della bimba offesa. Non c’è bisogno di sgridare, ne tanto meno di ridacchiare dicendo “è fatto così, è un po biricchino…”, ma basta porre le giuste domande con un tono serio come ad esempio:

  • Come ti sentiresti se te l’avessero detto a te?
  • Quale emozione avresti provato?
  • Saresti stata capace di proseguire nel gioco?

Come stare in gruppo divertendosi?

Oltre a migliorare la motricità di base e favorire lo sviluppo di ogni singola capacità motoria, RugbyTots è in grado di offrire un valido aiuto a tutti quei genitori che vorrebbero insegnare ai propri bambini a stare in gruppo e a maturare una capacità empatica tale da consentirgli di potersi esprimere al meglio nella vita e riuscire ad essere accettati.

 

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