Rugby o Calcio? Quale sport scelgo per mio figlio?

Se sei un assiduo frequentatore di questo blog, avrai sicuramente letto già in altri articoli quanto lo sport possa essere importante per il coretto sviluppo psicofisico del bambino. Oggi però voglio andare più a fondo e soffermarmi sulla scelta dello specifico sport da proporre al piccolo.

Come saprai, oggi esistono tantissime strutture sparse sul territorio nazionale che propongono qualsiasi tipo di sport, tagliato su misura per i più piccoli, ma su tutti, sono due gli sport più praticati in Italia dai bambini: il calcio e il rugby. Questi due sport sono spesso accostati, ma in comune hanno ben poco, tranne probabilmente il fatto che entrambi sono sport di squadra e che vengono praticati generalmente all’aria aperta su di un prato.

Prendendo spunto dal video pubblicato da Eurosport in occasione dell’inaugurazione del 6 Nazioni di rugby, ti mostrerò i diversi valori umani e sportivi veicolati dai due sport, in modo che sarai in grado di scegliere il migliore da far praticare a tuo figlio.

Come puoi notare, il contenuto del video va a favore del rugby, ma analizziamo nello specifico tutti i temi e punti trattati da Eurosport.

I tifosi e gli stadi

Eurosport sostiene che nel calcio la maggior parte dei tifosi preferisce guardare la partita da casa, comodamente seduti sul divano, in compagnia o da soli; mentre, nel rugby, vivere la partita allo stadio è parte integrante del tifo e della festa.

Non posso che confermare questo pensiero, aggiungendo inoltre che, durante una partita di calcio, sugli spalti si vedono una stragrande maggioranza di “tifosi” (chiamarli così non è propriamente corretto), intenti unicamente ad offendere gli avversari; mentre sulle tribune degli stadi di rugby, i supporter non desiderano altro che incoraggiare i propri beniamini e ammirare un match all’insegna del sacrificio, della correttezza e dello spettacolo.

Il rapporto con l’arbitro

Qui si affronta, a mio parere, uno degli aspetti più brutti del calcio: protestare con l’arbitro per qualsiasi decisione a sfavore. Durante una partita di calcio, ogni volta che l’arbitro fischia una punizione, un rigore, una rimessa laterale o un calcio d’angolo, i giocatori della squadra che riceve il fischio a sfavore, corrono dal direttore di gara a protestare. Spesso anche i giocatori più lontani di tutti dall’azione, sono i primi a protestare. Questo comportamento è sotto gli occhi di tutti e certamente non può essere negato. Anche quest’anno, con l’introduzione della V.A.R. nella Serie A, nessuno rinuncia alla propria protesta nei confronti del arbitro.

Nel rugby questo comportamento non avviene mai, o quasi; ogni giocatore porta rispetto al direttore di gara, chiamandolo “Signore“. Ogni squadra nutre profondo rispetto per il gioco e per l’uomo incaricato di interpretare e applicare le regole di gara.

Rispetto dell’avversario da parte dei tifosi

Qui mi collego nuovamente al primo punto. Immagina questa scena: Roma contro Juventus, l’arbitro fischia una punizione contro la Roma al limite della propria area di rigore, sul pallone va Pjanic (ex calciatore della Roma). Come pensi che reagisca il tifo giallorosso? Beh sicuramente, dopo svariati minuti di proteste e offese verso il direttore di gare, il pubblico sugli spalti non smetterebbe di produrre incessanti fischi verso l’ex giocatore della propria squadra, augurandogli di sbagliare e i peggiori mali del mondo.

Nel rugby questo non accade: durante un calcio piazzato, generalmente, nello stadio cala un silenzio emozionante e surreale, un atmosfera capace di dare massimo risalto e suspense all’importante momento di gara. Questo perché nel rugby l’attenzione è tutta rivolta al gioco e non alla “distruzione” dell’avversario.

Simulazioni e perdite di tempo

Altro tasto dolente del calcio. Quante volte hai visto i giocatori di una squadra in vantaggio che “giocano” (se così si può dire) l’ultima parte del match, perdendo tempo continuamente e fingendo dolori lancinanti a gambe, testa, petto, ecc… Spesso nell’ultima mezz’ora di una partita di calcio, riusciamo a vedere solo pochi minuti di calcio giocato.

Nel rugby neanche questo succede! Ogni giocatore gioca tutti gli 80 minuti, cercando di restare sempre in piedi e onorando la squadra, i tifosi e gli avversari.

I divi del calcio e i campioni del rugby

Cristiano Ronaldo, Messi, Dybala, e molti altri campioni di calcio sono visti come divi inarrivabili, avvolti in una nube di ammirazione e promotori della bella vita, piena di donne, feste e soldi. Il concetto di talento individuale predomina preoccupantemente nel calcio, uno sport che dovrebbe essere innanzitutto “di squadra“, ma che troppo spesso mette sul piedistallo sportivi che dello sport non veicolano alcun valore, tranne in alcuni casi, un po’ di talento.

Nel rugby, sarà per gli stipendi più contenuti o per la visibilità mediatica inferiore, ma i campioni non assumono queste negativi vesti. Essi vengono visti semplicemente come professionisti, pronti a dare tutto sul rettangolo di gioco e sacrificarsi per la propria squadra e i propri compagni. Ecco la definizione di “Campione

Il terzo tempo

Quante partite di calcio hai visto finire in rissa? Troppo spesso i giocatori, a fine gara, arrivano al confronto diretto con i propri avversari, non accettando una sconfitta o accusando la squadra avversaria di eventuali irregolarità. Questo comportamento non può fare altro che trasmettere rabbia anche sugli spalti, portando a disordini pericolosi per tutti: uomini, donne e bambini.

Nel rugby, alla fine di ogni gara, si pratica il “Terzo Tempo“, un’occasione di gioia, nella quale poter salutare l’avversario, ringraziare il pubblico e prepararsi con serenità al prossimo match.

Scegli il pallone ovale

I punti trattati in questo articolo sono solo osservazioni di un gruppo di persone che ama il vero sport e gli autentici valori sportivi. Se ti sembra che abbia esagerato, durante la prossima partita di calcio, leggi tutti i temi qui trattati e vedi se gli episodi trattati non si verificano all’interno del match. Poi guarda tuo figlio, pensa a quello che hai visto e scegli con quale sport debba crescere.

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