Mio figlio è impacciato, come posso aiutarlo? Inizia trascorrendo del tempo con lui!

E’ vero che oggi come oggi pochi genitori riescono a ricavare tempo utile da trascorrere insieme al proprio figlio, vuoi il lavoro o vuoi gli impegni straordinari, le ore libere sono sempre meno. Però ogni mamma o papà riesce a stare insieme al figlioletto almeno la mattina prima di lasciare casa e la sera quando è di ritorno dall’ufficio. In questo caso, i momenti di maggior confronto sono la colazione, i preparativi per la scuola, la cena e la preparazione per la nanna. In questi momenti ti potrebbe capitare di notare alcune difficoltà in tuo figlio, difficoltà legate al completamento di semplici azioni quotidiane.

Mio figlio non riesce a vestirsi e allacciarsi le scarpe“, “ Corre e cammina in modo goffo, urtando tutto quello che è sulla sua strada” o ancora “Non riesce a mangiare autonomamente“.

Se questo è il caso, non sottovalutare questi episodi, perché questi pensieri rappresentano preoccupazioni importanti che affliggono una gran parte di genitori come te!

Il movimento nasce dal rapporto mente corpo

La neuroscienza suggerisce che qualsiasi movimento sia frutto dell’interazione tra mente e corpo, cioè tra le informazioni che il cervello recepisce dall’esterno e dal corpo. Detto più semplicemente, il bambino, per compiere movimenti corretti deve percepire bene il traguardo da raggiungere, gli ostacoli posti in mezzo e identificare il movimento migliore per completare l’attività. Queste informazioni devono poi essere trasferite velocemente al corpo e ai muscoli.

Come puoi intuire, nello sviluppo delle abilità motorie del bambino, rappresentano punti fondamentali il senso della vista, del tatto, dell’udito, il cervello, i muscoli, il sistema propriocettivo e l’apparato vestibolare.

A che età il bambino completa lo sviluppo motorio?

Ogni bambino ha i suoi tempi per completare la prima fase dello sviluppo motorio, ma possiamo affermare che intorno ai 7 anni, ogni bambino dovrebbe aver appreso a pieno le competenze motorie di base, che poi verranno perfezionate e specializzare durante le diverse fasi di crescita.

Come aiutare un bambino impacciato?

Come detto, ogni bambino ha i suoi tempi, quindi è facile che capiti che un bimbo possa sembrare più goffo e maldestro rispetto ai compagni di scuola.

Se il maestro ti racconta di episodi violenti, dove tuo figlio assume atteggiamenti aggressivi con i propri compagni, o ti riporta le difficoltà del bambino nell’interagire con i compagni e nel praticare le ore di ginnastica, tu ascoltalo bene e cerca di capire il motivo di tali comportamenti.

Potrebbe essere che tuo figlio non riesca a dosare la propria forza e che non riesca a completare semplici attività motorie. Occorre aiutarlo a sviluppare la propria coordinazione e apprendere le principali abilità di movimento.

Osserva tuo figlio

La prima cosa da fare per aiutare tuo figlio è osservarlo: analizza bene il suo comportamento e i suoi movimenti. Ricorda che ogni movimento di tuo figlio dovrebbe essere fluido, tutte le diverse parti del corpo (braccia, bocca, testa…) dovrebbero interagire all’unisono durante la produzione di un qualsiasi movimento. Inoltre accertati che la metà destra del corpo risulti simmetrica a quella sinistra.

Ecco alcune semplici attività motorie che tuo figlio dovrebbe essere in grado di fare e che, completandole, possono aiutare notevolmente il corretto sviluppo motorio:

  • Calciare, lanciare e afferrare una palla
  • Pettinarsi, vestirsi, soffiarsi il naso, mangiare da soli
  • Disegnare, fare costruzioni, suonare il pianoforte
  • Ritagliare un foglio di carta, aprire una porta con le chiavi, aprire un barattolo

Non trascurare l’aspetto emotivo

Un bambino impacciato, goffo o maldestro, si sente inadatto e tende a stare sempre solo. Questo perché, molto probabilmente, viene deriso e schernito dai compagni di scuola. Criticarlo, dargli addosso, arrabbiarsi con lui non serve a nulla! Anzi è estremamente controproducente: diminuisce la fiducia in se stesso e comporta l’aumento del desiderio di solitudine. Tuo figlio, sentendosi diverso e inferiore, ha paura di confrontarsi con i propri coetanei e preferisci restare da solo.

Trascorri del tempo con lui!

Qui torniamo al punto di partenza. E’ di vitale importanza trascorrere del tempo utile con il proprio figlio, praticando attività di diversa natura (principalmente di gioco e all’aria aperta). Lo so che ritagliarsi delle ore libere è difficile, ma qui si sta parlando del futuro di tuo figlio, e penso che nessuna altra attività sia più importante di lui. Non hai idea di quanti benefici possa avere tuo figlio giocando semplicemente a palla con il suo papà o apparecchiando la tavola per un thè con la sua mamma. Tali momenti hanno risvolti positivi sia sull’aspetto psicologico che fisico del piccolo.

D’altronde, se pensi alla tua prima infanzia, i ricordi più piacevoli e nitidi, con molta probabilità, sono proprio quelli legati ai giochi o alle favole raccontate dai tuoi genitori. Io ad esempio non dimenticherò mai la classica favola dei Tre porcellini o il meraviglioso racconto dei Vestiti nuovi dell’imperatore.

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