Messi si arrende! Campioni si… ma solo quando si vince.

La Coppa America di calcio nell’anno del proprio Centenario si è conclusa con l’inaspettata vittoria della nazionale del Cile ai danni dei campioni dell’Argentina: Messi e compagni si sono dovuti arrendere dopo la roulette dei rigori, perdendo la terza finale di fila all’interno di competizioni internazionali.

Se durante le 2 ore di gioco abbiamo assistito alla sconfitta collettiva dei campioni della Seleccion, nel dopo partita tutto il mondo è rimasto incredulo di fronte alle parole rilasciate da Lionel Messi: “La decisione è presa. Ho fatto di tutto per cercare di vincere qualcosa, ma non ce l’ho fatta” – dopo il match la Pulce dichiara – “La mia esperienza con la Seleccion è finita“.

A soli 29 anni, dopo il rigore sbagliato nell’ultima finale al MetLife Stadium, il giocatore più forte del mondo getta la spugna e si arrende al fato.

I cinque flop di Lionel Messi

L’importante decisione di Messi matura a seguito di cinque prestigiosi tornei falliti dalla Pulce con la maglia della Nazionale. L’Argentina non è riuscita a titolarsi campione nel Mondiale 2010 e 2014 e nelle edizioni 2011, 2015 e 2016 della Coppa America.

In tutte le competizioni Lionel Messi non è mai riuscito a mettere in campo tutto il proprio immenso talento, tradito probabilmente dalla pressione, dal timore e dalla responsabilità d’indossare la dieci biancoceleste.

La sconfitta del Campione

La decisione di lasciare la Nazionale è stata criticata da tutti gli appassionati e dagli esperti, definendola figlia di un atteggiamento non idoneo a un campione affermato e talentuoso come Lionel Messi.

Su Twitter i tifosi argentini hanno evidenziato e disprezzato la scelta “facile” di giocare unicamente nel Barcellona, abbandonando prematuramente la propria patria calcistica.
Certo nel Barcellona è tutta un’altra storia: segnare e vincere giocando nel club più forte d’Europa è molto più semplice e meno impegnativo. Ma dov’è l’amore per lo sport e il divertimento nel calciare un pallone?

Nei messaggi fioccano i paragoni con Diego Armando Maradona: El Pibe de Oro non si sarebbe mai arreso, ma avrebbe lottato fino alla fine, con una straripante voglia di vincere e di divertirsi.

La voglia di vincere è un aspetto importante per qualsiasi sportivo, ma il risultato di una partita, per quanto importante o decisivo, non dovrebbe mai influire sul desiderio di giocare e di superare i propri limiti. Per quanto duro e pesante possa essere, il vero campione non deve mai smettere di divertirsi, altrimenti perderà in partenza.

I periodi sfortunati possono capitare in qualsiasi ambito, così nello sport, così nella vita, ma un campione dovrebbe sempre reagire e dare l’esempio. Un vero campione dovrebbe comunicare ai propri tifosi che con la passione, l’impegno e il sostegno dei compagni, è possibile superare ogni difficoltà e tornare al successo.

Il calcio è sicuramente uno degli sport più seguiti e amati, ma in seguito a questi comportamenti mi sembra davvero difficile potersi divertire guardando una partita di calcio essendo consapevoli che per primi sono gli stessi calciatori a non divertirsi.  E’ vero che per ogni calciatore il calcio equivale al proprio lavoro, ma così come nel lavoro di tutti i giorni, per avere successo nel calcio è fondamentale avere passione.

Per essere un vero campione, il talento non basta! Occorre diventare un saldo punto di riferimento per i compagni, un simbolo al quale affidarsi nei momenti di difficoltà per acquisire fiducia nei propri mezzi e vincere insieme.

Purtroppo nel mondo del calcio questi campioni stanno scomparendo, sempre più spesso si vedono fuoriclasse giocare solo per sé, con il solo obiettivo di raggiungere i propri traguardi personali. Questo atteggiamento rappresenta un esempio negativo per tutti i bambini che nutrono passione per lo sport e che sognano di diventare veri campioni un giorno.

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