I bambini italiani sono tra i grassi d’Europa: il tasso di obesità infantile in Italia diventa preoccupante

I bambini italiani sono tra i grassi d’Europa!

So che avrai già letto questa affermazione in diversi altri articoli del blog di Motricità Ovale, purtroppo però è opportuno sottolinearlo nuovamente, visto che l’elevato tasso di obesità infantile in Italia sta diventando sempre più una costante: nonostante la celebre dieta mediterranea, i bambini dello Stivale continuano a mangiare molto e male, arrecando gravi danni alla loro salute psicofisica.

Dati e statistiche sull’obesità infantile in Italia

Stando ai dati resi noti dalla Childhood Obesity Surveillance initiative (2015-17) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità al Congresso Europeo sull’obesità infantile, tenuto a Vienna la settimana scorsa, l’Italia detiene il record di bambini obesi insieme all’isola di Cipro. Nella nostra amata nazione, ben 2 maschietti su 10 vivono in condizioni di obesità e, se spostiamo l’attenzione sulle femminucce, il tasso sale fino al 38%, cioè quasi il doppio.

Inoltre se ampliamo il discorso ai territori italiani, si può notare come al Sud, la situazione sia più grave rispetto al Nord.

Questa differenza la troviamo anche se dividiamo in due parti l’Europa: nei paesi del continente meridionale, i tassi di obesità infantile (dal 18% al 21%) sono molto più alti rispetto alla Svezia, alla Norvegia e a tutti gli altri paesi appartenenti all’Europa settentrionale, dove il tasso di obesità si aggira tra il 5% e il 9%.

Di chi è la colpa?

In qualsiasi circostanza negativa, incolpare qualcuno per l’insuccesso è sempre la cosa più semplice, quindi di norma non andrebbe fatto. Però certo non si può evitare di spronare ogni genitore a cercare di controllare le abitudini alimentari del proprio figlio.

Per quanto scontato, è sempre utile ribadire che i figli sono anche responsabilità dei genitori, i quali dovrebbero sempre adoperarsi per salvaguardare la loro salute fisica e psicologica. Si, perché essere obesi per un bambino, o anche per un ragazzo, non è solo fonte di rischi fisici (come ad esempio i problemi cardiaci), ma anche di rischi correlati al loro stato mentale: essere grassi porta a non sentirsi belli e a proprio agio con il proprio corpo. Questa situazione comporta un abbassamento totale dell’autostima e gravi disagi sociali, che causeranno difficoltà nel piccolo a rapportarsi con gli altri e formeranno gravi tipologie d’insicurezza personale, difficilmente superabili in età adulta.

Come porvi rimedio?

La prima cosa da fare è prendere coscienza del problema. Infatti, come sottolineato nei giorni scorsi anche da Joao Breda (capo dell’OMS Ufficio europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie non trasmissibili), presso l’European Office for Prevention and Control of Non communicable Diseases, i dati mostrano che molte madri non riconoscono (o non vogliono riconoscere) che i propri figli sono sovrappeso o obesi. Questo dato è davvero allarmante, perché solo il genitore può educare il figlio al rispetto di sé stesso, del proprio corpo e della propria salute.

Occorre trasmettere ai bambini una vera e propria educazione alimentare sana, che prediliga un po’ di verdura e frutta in più rispetto alle classiche merendine e bibite grasse e dannose per l’organismo. Ad esempio, con l’arrivo dell’estate, prova a proporre a tuo figlio, per il break pomeridiano, un delizioso frutto (come ad esempio le ciliegie o le banane), invece del gelato e un energizzante succo di frutto invece della Coca Cola.

Infine, in situazioni di estrema obesità, la soluzione migliore è quella di affidarsi a un nutrizionista esperto, in modo da individuare la migliore dieta possibile per il piccolo.

Oltre all’alimentazione, è sempre buona abitudine, far praticare al bambino le giuste ore di attività fisica settimanali. Trova insieme a lui uno sport che gli piaccia e convincilo a iscriversi, casomai insieme a qualche amichetto: perdere peso può essere anche essere estremamente divertente.

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