Giocando s’impara: l’importanza del gioco e dei giochi per i bambini

Noi adulti siamo abituati a considerare il gioco come un’attività di svago da compiere nel tempo libero, un’attività ludica, appunto, capace di donarci serenità, relax e energia. Per i bambini, però, il gioco assume un significato diverso, molto più importante: attraverso il gioco essi scoprono il mondo e sopratutto “imparano”.

Secondo ogni studioso e ricercatore, il gioco, per i bambini, non serve a riempire semplicemente i “vuoti” tra un’attività o un’altra, ma esso rappresenta l’attività più importante, quella che loro sfruttano per sviluppare le proprie abilità psico-fisiche e familiarizzare con il contesto che li circonda.

Quando inizia il gioco? Come si evolve?

I bambini iniziano a giocare sin da subito, già da neonati. Quando ad esempio si portano i piedini in bocca o stringono forte il dito del papà, essi non fanno altre che giocare, con l’obiettivo di conoscere meglio se stessi, il proprio corpo e l’ambiente circostante.

Fino ai tre anni d’età i bambini giocheranno sempre con loro stessi, anche se il gioco verrà sviluppato con tanti bambini, ognuno di loro giocherà solo “accanto” al coetaneo e non insieme. In questi casi il livello di collaborazione è abbastanza basso. A quest’età però il gioco è importante per far scoprire e iniziare a sviluppare al bambino le proprie abilità motorie.

La capacità d’interazione e collaborazione durante il gioco si sviluppa nei piccoli di età compresa tra i 4 e i 6 anni. Qui il gioco assume la sua massima importanza. Molto utile è, per lo sviluppo del piccolo, far praticare una divertente attività sportiva. Ci sono tante strutture che offrono programmi sportivi per diverse fasce d’età, anche le più piccole. Il consiglio è quello di iniziare con qualche sport di squadra, in modo da aiutare anche lo sviluppo del grado di socializzazione del bambino.

Il gioco di finzione

Esistono diversi tipi di gioco praticati dal bambino, il gioco di finzione si rivela particolarmente indicato per aiutare il piccolo a rielaborare le proprie emozione e rivivere le sensazioni vissute durante la giornata. Questo tipo di gioco non va fermato, ma stimolato.

Per capirci meglio, ti è mai capitato di beccare tua figlia, nella sua cameretta, intenta a fingersi insegnante e sgridare tutti i suoi pupazzi? Bene, ella non fa altro che rielaborare il suo giorno di scuola e comprendere al meglio il ruolo che alunni, insegnanti, inservienti e presidi hanno all’interno della scuola.

Generalmente tutti i giochi di finzioni vengono completati dal bambino in solitudine, però può capitare che un genitore si trovi invitato dal figlio a partecipare. Il consiglio è quello di assecondarlo e giocare con lui. In questo modo riuscirai anche a percepire la sua visione del mondo circostante.

I giochi fisici

I giochi fisici sono anch’essi molto importanti: attraverso questi i bambini riescono a placare l’istinto di aggressività e liberare la mente dalle problematiche legate alla vita quotidiana. Se vedi il tuo bambino che gioca ad acchiapparello, o alla lotta, non fermarlo… lascialo sfogare, ovviamente nei limiti del buon senso.

Una buona soluzione è giocare con lui: fare la lotta col papà può essere davvero divertente e formativo per il piccolo.

Il ruolo dei genitori nel gioco

Come probabilmente hai già intuito, giocare con il proprio figlio è importantissimo… e anche molto divertente. Non esiste una ricetta medica o delle regole sul come, quando e quanto giocare con il proprio figlio, però è consigliabile preservare un po’ di tempo per farlo giocare da solo, in autonomia. Il bambino dovrà imparare a socializzare e stare in gruppo, ma è altresì importante che egli impari anche a stare da solo.

Infine, invita altri amichetti a casa per divertenti e istruttivi appuntamenti di gioco. Tuo figlio si divertirà e imparerà, ora dopo ora, giorno dopo giorno, a giocare e collaborare con altre persone.

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