Cos’è la psicomotricità? E come può aiutare mio figlio?

La motricità è un elemento fondamentale di crescita e auto-affermazione per il bambino: essa rappresenta un supporto nelle abilità di comunicazione ed è espressione di affettività ed emozioni.

Ogni movimento del bambino, ogni sua azione spontanea determina il modo in cui egli inizia a percepire la realtà e interagire con il contesto in cui è immerso.

Come puoi favorire lo sviluppo di tuo figlio?

Beh, sicuramente la psicomotricità si rivela un prezioso strumento educativo volto allo sviluppo non solo motorio del piccolo, ma anche cognitivo e relazionale.

Proprio il termine “psicomotricità” nasce con l’idea di stabilire un profondo legame tra movimento e immagine mentale, tra azione e mondo interiore. Con lo scorrere del tempo tale termine ha avuto un lunga evoluzione, arrivando oggi a identificare una nuova disciplina che si prefigge l’obiettivo di supportare i processi di sviluppo infantili, valorizzando le azioni che il bambino compie per realizzarsi e manifestarsi nel mondo.

La psicomotricità educativa per il tuo bambino

La psicomotricità supporta i bisogni educativi specifici del bambino, affievolendo le difficoltà cognitive, affettive e relazionali e divenendo uno strumento preventivo del disagio infantile.

Essa può essere davvero utile per tutti i bambini, sopratutto nel caso di bambini timidi, dato che mira al sostanziale miglioramento delle capacità comunicative e accresce la fiducia in se stessi.

La psicomotricità terapeutica

La psicomotricità terapeutica è indicata principalmente per i bambini di età compresa tra gli 0 e i 9 anni, che presentano rallentamenti significativi nello sviluppo psico-corporeo, difficoltà di concentrazione e nelle relazioni.

La vera particolarità di questa terapia risiede nella sua estrema semplicità: il terapista aiuta lo sviluppo del bambino, attraverso il gioco e il movimento. Aumentato gradualmente il livello di difficoltà delle azioni da compiere, vengono stimolati i sensi e le abilità motorie, simboliche e di socializzazione.

Citando una definizione dell’ANUPI… lo psicomotricista potrebbe essere paragonato ad un “enzima” dello sviluppo del bambino che, attraverso l’interazione di gioco, lo guida nel passare “dall’essere un corpo, al riconoscersi come corpo.

 

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