Comunicare con i bambini non è semplice: ecco come parlare con tuo figlio!

«Buongiorno piccolino, ma che bel visino hai… sei proprio un principino!»
«Sei bellissima, che guanciotte tenere che hai… sei proprio la mia principessa!»

Quante volte hai detto frasi di questo tipo a tuo figlio, utilizzando una bella voce in falsetto, alta più di quattro toni rispetto al normale? Inconsciamente ogni genitore, nel comunicare con il proprio bambino piccolo, cerca di mettersi al suo stesso livello, arricchendo ogni frase con verseggiativi di ogni tipo ed evitando di parlare bene.

E quando il bambino cresce?

Beh, in questo caso il genitore adotta frasi del tipo «Oggi resti a casa! Nessuna uscita con gli amici!», e alla risposta «Perché?» del figlio, il genitore ribatte con un secco «Perché no!».

In questo caso il padre o la madre del bambino mettono in evidenza il ruolo di genitore dando ordini in modo perentorio e senza offrire spiegazioni: il figlio deve fare ciò che dice il genitore sempre e comunque, rispettando il proprio ruolo.

Ma è davvero questo il modo giusto di parlare a un bambino?

Identificare un modo giusto di parlare con il proprio figlio, in modo da farsi realmente ascoltare e rispettare, non è cosa semplice. Negli anni la psicologia continua a studiare la comunicazione genitore-figlio, rapportandola ai nuovi canali generazionali e alle diverse fasce d’età del bambino.

Come parlare ai bambini dai 0 ai 5 anni

La comunicazione tra genitori e bambini molto piccoli è costituita da frasi dette attraverso timbri di voce buffi e alterati. È importante capire che ciò non aiuta la comprensione del bambino: egli capirà molto meglio i nostri messaggi, se veicolati attraverso il nostro normale modo di parlare, senza alterare voce e vocaboli.

Usa semplicemente parole tradizionali e cerca di evitare frasi troppo lunghe contorte: messaggi chiari, istruzioni semplici!

Come parlare ai bambini dai 6 ai 10 anni

A quest’età puoi (ed è consigliato) utilizzare un linguaggio un po’ più elaborato. Ad esempio puoi iniziare a utilizzare tranquillamente le metafore, figure allegoriche che aiuteranno tuo figlio a comprendere meglio il mondo e le sue dinamiche.

Inoltre è importantissimo cercare sempre di spiegare il perché di alcune decisioni o affermazioni. Ogni bambino ha sempre la necessità di comprendere la motivazione dietro un «No!» del genitore. Siediti con lui e affronta l’argomento mettendo in evidenza anche le tue emozioni, svilupperai in tal modo, un forte legame empatico con tuo figlio.

Come parlare ai bambini dai 10 ai 13 anni

A quest’età il bambino inizia a creare prepotentemente la propria identità, affermandosi come individuo. È consigliabile parlargli come se fosse un “piccolo adulto“, cercando di trasmettergli sempre la verità.

È questo il momento in cui tuo figlio potrebbe porti domande scomode in relazione al sesso, alla droga e alla vita: cerca di sederti con lui e spiegargli tutto attraverso metafore e racconti, in grado di trasferirgli le verità, senza entrare troppo nei particolari. È importantissimo non sospendere il dialogo con il bambino a seguito di situazioni di vita particolari come ad esempio il caso di lutti familiari.

Appassionati a ciò che appassiona lui

Come avrai visto, comunicare in modo giusto con il proprio figlio non è sempre semplice. Per aiutarti voglio dare un ultimo consiglio: sposa le sue passioni, ascolta con attenzione i suoi racconti.

Non far passare inosservate frasi del tipo «Mamma, lo sai che le tartarughe possono vivere tantissimi anni?» oppure «Papà, secondo te è più forte Iron Man o Captain America?». Anche se è tardi, anche se sei tornato solo adesso dal lavoro, cerca di dare importanza a ciò che interessa tuo figlio: instaura un dialogo su tutto ciò che potrebbe intrigarlo.

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