Collaborazione e Coaching: il segreto per riuscire nello sport

Nello sport sono molte le qualità che una squadra deve possedere per arrivare al successo e alla vittoria, ma la più importante è sicuramente la collaborazione. Ogni giocatore dovrebbe essere sempre pronto a dare il massimo e svolgere il proprio compito al meglio per aiutare e sostenere il proprio compagno.

D’altra parte molti sostengono che la competitività sia il vero segreto per la vittoria. Se si pensa all’odierna cultura sportiva occidentale, ciò sembra davvero ovvio: la società spinge ogni persona ad essere il migliore, il più forte, mettendo il successo personale prima del successo della squadra. Così nella maggior parte degli sport di squadra, l’individualità del campione molto spesso oscura l’impegno e l’apporto sportivo dei compagni.

Ma è davvero così? Un campione può vincere da solo?

A questo punto vorrei citare una frase molto importante, ritrovabile anche ne “Il Libro della Jungla“, romanzo di Rudyard Kipling.

La forza del lupo è il branco, e la forza del branco è il lupo

Parafrasando questa frase, puoi comprendere quanto sia importante il gioco di squadra per vincere nello sport: solo attraverso un sapiente gioco collettivo, possono emergere le qualità dei singoli.

La storia dello sport è piena di grandi vittorie portate a termine da squadre costituite da giocatori “normali“. Un esempio recente può essere rappresentato dal Leicester, squadra di calcio allenata da Claudio Ranieri, che ha vinto la Premier League (massima serie inglese) nel 2016, superando squadroni come il Chelsea, l’Arsenal e i due team di Manchester.

Come imparare a collaborare con i compagni

Quando si parla di collaborazione e spirito di squadra, in realtà non si fa solo riferimento ai giocatori che entreranno in campo per segnare una meta, un canestro o un gol, ma s’intende l’intero team, comprensivo anche dei preparatori atletici, tattici e dell’allenatore.

È proprio quest’ultimo che, con il ruolo di gestore e collante tra lo staff tecnico e il parco giocatori, deve trasmettere i giusti valori e la corretta mentalità ad ogni atleta, in modo da stimolare la sua crescita personale (fisica e psicologica) e aiutare i compagni in ogni singolo match.

Essere un bravo coach

Ma per riuscire a fare ciò, occorre che s’instauri un rapporto di fiducia e rispetto tra il coach e l’allievo, sopratutto nel caso di in cui l’atleta sia un bambino: egli deve recepire l’allenatore come una persona che tenga a lui.

Un bravo coach deve prestare molta attenzione alle emozioni e agli stati d’animo del suo allievo, deve comprendere il suo carattere e il modo di essere, in modo da trovare il giusto atteggiamento e la corretta tecnica per interagire con il piccolo. L’obiettivo di ogni allenatore deve essere sempre quello di sviluppare le potenzialità dell’atleta, senza mai distogliere l’attenzione dall’aspetto psicologico.

Egli deve rappresentare, per l’allievo, una saggia guida di viaggio alla scoperta di se stessi, in modo da accrescere non solo le qualità tecniche, ma anche la propria autostima, qualità indispensabile per diventare autonomi e riuscire a collaborare con i compagni e a casa, in famiglia.

 

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